Guide › Decidere le tariffe da coach
Quanto far pagare il coaching online da personal trainer in Italia?
Di Jérémy Altero · aggiornato il · 7 min di lettura
Il prezzo giusto di un coaching online si calcola da tre numeri: il tempo reale che ti prende un cliente ogni mese, i tuoi costi (tasse, contributi INPS, strumenti, assicurazione) e il reddito netto che vuoi tenere. Dividi, ottieni un prezzo minimo, poi lo confronti con il mercato e con il valore che porti. Chiedere troppo poco è l’errore più frequente, perché limita il numero di clienti che riesci a seguire bene.
Cosa compra davvero il tuo cliente
Un cliente online non compra una scheda in PDF: ne trova gratis ovunque. Compra un percorso seguito, cioè qualcuno che adatta allenamento e abitudini ogni settimana, risponde alle sue domande e lo tiene in carreggiata. Il prezzo deve riflettere questo, non il numero di pagine della scheda.
Passo 1: misura il tempo per cliente
Somma tutto quello che un cliente ti prende in un mese: creazione e modifiche della scheda, lettura e risposta ai check, messaggi, chiamate.
Misuralo sui primi clienti invece di stimarlo: il tempo passato sui messaggi si sottovaluta quasi sempre.
Passo 2: capisci quanto ti resta in tasca
Quello che paga il cliente non è quello che ti resta. Molti personal trainer che aprono la partita IVA partono dal regime forfettario: è semplice, ma ha regole precise. Secondo la scheda «Regime forfetario» dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), si accede con ricavi o compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedente, e chi supera i 100.000 euro in corso d’anno esce subito dal regime.
Nel forfettario non paghi le tasse sul fatturato pieno: lo moltiplichi per un coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO, deduci i contributi versati e sul risultato paghi un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività se rispetti le condizioni previste. Il coefficiente dipende dal codice ATECO che scegli: verificalo sulla tabella ufficiale insieme al commercialista.
Se lavori come libero professionista senza una cassa di categoria, di norma versi i contributi alla Gestione separata INPS. Per il 2026 l’aliquota è del 26,07% per chi non ha altra previdenza obbligatoria e del 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026, su inps.it).
- Se hai anche un lavoro dipendente, oltre una certa soglia di reddito da dipendente nell’anno precedente il forfettario non è accessibile: per il 2025 e il 2026 l’Agenzia delle Entrate indica 35.000 euro
- Se collabori anche con ASD o SSD come lavoratore sportivo, valgono regole contributive specifiche della riforma dello sport (d.lgs. 36/2021), riassunte nella stessa circolare INPS: fattele spiegare dal commercialista
- Gli strumenti: app di coaching, attrezzatura, abbonamenti, il commercialista
- Un’assicurazione di responsabilità civile professionale, utile anche se lavori soprattutto online
- La formazione continua: corsi, certificazioni, aggiornamenti
Passo 3: calcola il tuo prezzo minimo
Parti dal reddito netto mensile che vuoi tenere, aggiungi tasse, contributi e costi, e dividi per il numero di clienti che puoi seguire bene con il tempo misurato al passo 1. Il risultato è il tuo prezzo minimo: sotto quella cifra lavori in perdita o segui male i clienti.
Un esempio, solo per illustrare il calcolo: se un cliente ti prende tre ore al mese e puoi dedicare sessanta ore al coaching online, puoi seguire venti clienti. Il tuo prezzo minimo è quello che devi far pagare a quei venti clienti per coprire il reddito che vuoi e tutte le uscite. Per stimare tasse e contributi sul tuo caso reale, fai il conto con il commercialista.
Passo 4: costruisci le offerte
Una volta noto il minimo, puoi costruire offerte chiare.
- Un coaching mensile standard, con un check a settimana
- Un percorso di tre mesi, spesso un po’ meno caro al mese, che lascia il tempo di vedere i risultati
- Una preparazione gara, più cara, perché richiede più check, una peak week e la tua presenza il giorno della gara
- Regole scritte per ogni offerta: numero di check, tempi di risposta, canali di contatto
Gli errori da evitare
- Allinearsi al più economico sul mercato senza conoscere il proprio prezzo minimo
- Calcolare il prezzo sul fatturato lordo, dimenticando tasse e contributi
- Promettere messaggi illimitati senza tempi di risposta
- Tenere lo stesso prezzo quando il percorso diventa più impegnativo (gara, obiettivi legati alla salute)
- Vendere piani alimentari personalizzati senza essere un professionista abilitato a farli
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